Dicono di noi

Raccolta di articoli, interviste, interventi sul Manuale e sul blog Sopravvivenza energetica.


Come risparmiare energia e denaro con la lavatrice. Guida ad un uso ‘green’ della lavatrice: alcuni consigli contro gli sprechi“

Come risparmiare energia e denaro con la lavatrice
Andrea Mameli, nel suo ‘Manuale di sopravvivenza energetica’ spiega che “analizzando i consumi elettrici delle nostre abitazioni si scopre che la lavatrice incide sulla bolletta della luce mediamente per il 4% del totale”.
Poiché la maggior parte di questi consumi, aggiunge il fisico Mameli, è dovuto al riscaldamento dell’acqua, una buona soluzione è scegliere un modello predisposto per il doppio attacco idrico, che consente, quando è necessario, di immettere acqua già riscaldata.“

Come risparmiare energia e denaro con la lavatrice
Redazione Earth Day Italia 14 aprile

(…)


Il Manuale di sopravvivenza energetica nel Carnevale della Fisica, 38-sima edizione, con un post di Luigina Pugno:

Tutto ciò che si risparmia è un guadagno. E non sto parlando di esser tirchi, ma di essere oculati.
Nella mia ricerca di oculatezza degli ultimi mesi ho fatto una scoperta: spendere meno = risparmio energetico e risparmio energetico = minore impatto ambientale.
In pratica se io risparmio risorse ci guadagniamo io, il pianeta e tutti gli altri. WOW!
Ok ma come fare? Già non son una che spreca, ma cos’altro avrei potuto fare?
Mi ci voleva un libro pieno di spunti e idee, mi ci voleva il Manuale di sopravvivenza energetica, scritto da Andrea Mameli e pubblicato da Scienza Express nel 2011.
Stampato su carta ricavata dalle alghe. Scritto in modo chiaro con vignette, riquadri con spunti e a piè di pagina il riquadro con il conteggio del risparmio.
Secondo l’autore se si applicassero i consigli del libro si potrebbe risparmiare sui 1000 euro all’anno.
Peccato che molti dei consigli io li applichi già, ma non tutti….ho ancora dei margini.
Ho sperimentato due dei consigli presenti.
Il primo: ho levato il frangigetto dal rubinetto e ho misurato se funziona davvero. Senza frangigetto in 5 secondi sono scesi 500 ml di acqua, con il frangigetto 250 ml. La metà! Ora mi devo procurare quello da doccia.
Il secondo: abbiamo costruito un forno solare, ma secondo me è più una scatola di riscaldamento dell’acqua. Semplicemente abbiamo applicato un vetro ad una scatola di cartone marrone (entrambi trovati vicino ai cassonetti), l’abbiamo messa al sole invernale mattutino e poi misurato. Al momento dell’inserimento della pentola con l’acqua, la stessa misurava 20 gradi centigradi, dopo 2 ore ne misurava 24. Messa sul gas l’acqua ha raggiunto l’ebollizione dopo soli 4 minuti, invece dei soliti 10. Chissà che temperatura raggiungerà quando dipingeremo la scatola di nero opaco e la metteremo al sole estivo?
C’è però un’avvertenza: la lettura del libro genera nervosismo…grrrrr. Perché non posso usare anch’io il gas prodotto dalla biomassa? Perché gli indiani sì e io no? Perché non posso trasformare il mega giardino condominiale in un orto? Quel mega prato mi costa un occhio in acqua e giardiniere e non rende nulla! Come potrò continuare a tollerare uno spreco del genere dopo aver letto il libro?


Linx Magazine, 16 Ottobre 2012, Green è bello e necessario Con un’impronta ecologica umana sul pianeta che si è fatta sempre più pesante è tempo di occuparci seriamente del tema della sostenibilità. Per mille buone ragioni e a volte anche con piccoli gesti quotidiani.
Simona Regina
(,..)
Non esiste un’unica ricetta per adottare uno stile di vita più sostenibile. Anzi.
«Più la ricetta è vostra, meglio funziona» ricorda Andrea Mameli nel suo Manuale di sopravvivenza energetica (Scienza Express, Milano 2011). Si può decidere allora di usare di più la bicicletta o i mezzi di trasporto pubblici, di ridurre l’uso del condizionatore, di bere l’acqua del rubinetto e preferire la doccia al bagno nella vasca. Una cosa è certa: la politica energetica e ambientale deve diventare la chiave di volta della politica industriale ed economica per ottenere risultati significativi. Anche perché rispettare e valorizzare l’ambiente non è un lusso, anzi può giovare alle casse pubbliche, oltre che alla salute.
(…)


Energia sì, ma con giudizio (La Nuova Sardegna, 18 dicembre 2011)
Un manuale da portare in tasca o in borsa. Questo «Manuale di sopravvivenza energetica» del divulgatore cagliaritano Andrea Mameli, ricercatore al Crs4, affronta tutti i problemi concreti legati alla vita quotidiana e al consumo energetico. Cercando di andare anche un po’ oltre, sui temi generali della difesa del pianeta. Ma soprattutto spiega come funziona la bolletta bioraria, quando conviene il solare termico e quando invece i pannelli fotovoltaici, quali sono le lampadine più risparmiose e come funzionano le batterie ricaricabili. Non solo: Andrea Mameli parla di rifiuti, per esempio attraverso la descrizione del funzionamento di una compostiera. E di cucina confrontando forni solari, elettrici e a microoonde. Insomma: l’orma che ciascuno di noi lascia sul pianeta Terra attraverso i suoi atti quotidiani. E qualche consiglio per imparare a ridurre la profondità di quell’orma. A vivere con maggiore leggerezza.


rivista arpa Un manuale per risparmiare (energia) ed essere felici
Tina Simoniello (Rivista Micron. Ecologia, scienza, conoscenza. Anno IX – numero 19 – Febbraio 2012)

In copertina ci sono almeno tre parole che attraggono il lettore: felici (“Come consumare meglio ed essere felici”, il sottotitolo: di questi tempi, di felicità vorremmo almeno leggere), risparmi (“Con questo libro risparmi 1000 euro all’anno!”, lo strillo in copertina: inutile dire che risparmiare per milioni di famiglie è un obbligo, non un vezzo ambientalista) e manuale (“Manuale di sopravvivenza energetica”, il titolo: finalmente veritiero, onesto, che mantiene ciò che promette, visto che proprio di un manuale
si tratta, utile e molto fruibile). Parliamo del volume di Andrea Mameli, fisico di Cagliari in forza al “Crs4 – Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori” in Sardegna, edito ormai da qualche mese da una nuova casa editrice torinese, Scienza Express, piccola ma con una evidente passione per la buona comunicazione della scienza. Il Manuale, dicevamo, è davvero un manuale: scorre, fluido e leggibile, attraverso brevi capitoli, ognuno una piccola completa monografia di indicazioni e suggerimenti, finalizzati – come lo stesso autore spiega nel’introduzione – a informarci su quanta energia consumiamo, cosa siamo in grado di limitare e come possiamo ridurre i nostri consumi con un effetto diretto sull’immissione di inquinanti nell’ambiente abbattendo sensibilmente la spesa (in fondo anche il denaro è una risorsa, ed è noto a tutti che averne un po’ di più a disposizione rende se non felici almeno tranquilli). Perché se è vero – sempre citando Mameli – che molti decenni ci separano dalla fine delle risorse fossili, l’aumento dei prezzi dei carburanti, gas e bolletta elettrica è dietro l’angolo. Il volume, illustrato, è suddiviso in tre sezioni. Nella prima, “Cambiare abitudini”, capitoli come “L’arte di riusare”,
“Un uomo a impatto zero” “Elogio della sobrietà” fanno riflettere in modo circostanziato, scientifico ma colloquiale, sull’impatto del nostro stile di vita sull’ambiente e sul portafoglio: i risparmi sono espressi in euro oltre che in percentuali di inquinanti. La seconda sezione, “Alfabeto sostenibile” rappresenta a nostro giudizio il cuore del volume. È un susseguirsi di capitoli utili per chi vuole imparare ad esempio come utilizzare al meglio il frigorifero continuando a mangiare sano, o il climatizzatore dell’auto, rimanendo comunque freschi. Apprendiamo che è possibile dimezzare le ore di stiro a settimana senza andare in giro con abiti sciatti, come vanno lette le ecoetichette degli elettrodomestici o quanto si risparmia sul riscaldamento domestico utilizzando la lana di pecora come isolante. L’ultima parte del libro, “Per saperne di più”, è in qualche
modo “più culturale”: oltre una breve storia del controllo dell’energia, ci sono definizioni di impronta ecologica, di bioeconomia e termodinamica. Sempre con un linguaggio accessibile a chiunque.
Il volume di Mameli è certamente utile per chi volesse imparare a consumare meno energia e consumarla meglio, traendo soddisfazione etica e anche economica dal proprio impegno, ma è anche adatto a chi, semplicemente, ha curiosità di sapere quanto pigrizia e superficialità impattano sull’ambiente. Inoltre, vista la sua semplicità associata all’estremo rigore scientifico (l’autore – dicevamo – è un fisico) è un volume per gli insegnanti e gli educatori in genere. In fondo è Mameli stesso a suggerirlo
nella dedica alla sua mamma “che mi ha insegnato – dice – a spegnere la luce uscendo da una stanza”.
Manuale di sopravvivenza energetica. Come consumare meglio ed essere felici.
Andrea Mameli
Scienza Express edizioni, 2011
pp. 139, euro 14,00


Manuale InnovareAbbattere gli sprechi per combattere la crisi (Innovare, organo scientifico ufficiale Confapi, novembre 2011)
Ridurre gli sprechi per combattere la crisi e comunicarlo per rilanciare l’immagine della propria azienda. Questa è la ricetta che propone Andrea Mameli, fisico e divulgatore con la passione per le tematiche legate alla sostenibilità ambientale e convinto sostenitore della decrescita, che ha recentemente raccontato i suoi piccoli trucchi quotidiani in “Manuale di sopravvivenza energetica – Come consumare meglio ed essere felici”.
Edito da Scienza Express, neonata casa editrice che ha come progetto la divulgazione scientifica e il dibattito pubblico intorno alla scienza e alla ricerca, il Manuale propone esempi e consigli pratici per risparmiare energia tenendo sempre d’occhio il risparmio energetico: piccole soluzioni per ridurre l’impatto ambientale delle attività di tutti i giorni senza grandi rinunce ma soprattutto senza enormi spese.
Evitare di aprire inutilmente il frigorifero, ridurre l’utilizzo dell’automobile e ingegnarsi per la costruzione di piccoli dispositivi per la produzione energetica: questo è ciò che può fare ognuno di noi nel suo piccolo per evitare gli sprechi di energia a casa, in ufficio ma anche durante gli spostamenti o in vacanza. Un modo semplice e alla portata di tutti per prendere coscienza delle tematiche etiche legate alla sostenibilità, con schede di approfondimento che illustrano i concetti base della fisica e insegnano a calcolare i consumi e i costi.
Abbiamo incontrato l’autore del libro, Andrea Mameli, per discutere con lui delle opportunità e delle problematiche legate alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.
Partiamo dal titolo del tuo libro. Anzi, dal sottotitolo: parli non di un consumo minore ma di un consumo migliore. Cosa intendi? Consumare meglio significa necessariamente consumare meno?
Tendere a consumare bene dovrebbe essere un comportamento spontaneo, da imparare con l’esempio dei genitori e a scuola. Ma è proprio il consumo – e qui parliamo di consumo energetico diretto, come nel caso dei carburanti o dell’elettricità, e indiretto come nel caso del consumo di energia per lo spostamento dell’acqua che poi usiamo in svariati modi – a essere spesso eccessivo.
Consumare meglio significa cercare di discostarsi da uno spreco che si può limitare: un atteggiamento che secondo me, e non solo secondo me, può generare felicità. Ma non significa meno in assoluto, nel senso che quando consumare serve il problema non sussiste. È compito della nostra coscienza, unita alla razionalità, spiegarci quando stiamo esagerando per davvero.
Ma cosa possiamo fare realmente ogni giorno?
La prima cosa che possiamo fare è informarci. E spesso riusciamo a scoprire qualcosa che non sapevamo o che non consideravamo nella giusta prospettiva. Informarci ci può aiutare a capire che a volte basta poco per ottenere considerevoli risparmi e inoltre ci può indirizzare nel considerare i consumi nelle loro giuste proporzioni.
I suggerimenti descritti nel libro sembrano semplici da attuare e comportano anche un grande risparmio economico. Eppure pochi li mettono in pratica. Perché?
Siamo animali pigri e portati a sottovalutare gli effetti delle nostre azioni anziché dominare la nostra pigrizia. Senza contare la diffusa ignoranza sui temi energetici. Ignoranza anche spicciola, per esempio rispetto a quanto consumano gli apparati elettronici che abbiamo in casa o su come possiamo limitare gli sprechi di energia elettrica. Ma anche ignoranza rispetto a semplici comportamenti da poter mettere in pratica, come per esempio contenere gli sprechi di calore d’inverno. Ed è meglio non parlare della mobilità, altra nota dolente.
Rispetto a poche decine di anni fa la tecnologia ha fatto passi da gigante e con essa anche i consumi di energia? Perché la decrescita dovrebbe essere un’opportunità? Non vuol dire in parte rinunciare alle comodità guadagnate in questi anni?
Ci possiamo dar da fare quanto vogliamo ma non dobbiamo illuderci di risolvere i problemi con le tecnologie. Possiamo affrontarli meglio ma non risolverli del tutto. Non lo dico io ma lo sostiene l’economia. Un economista inglese, William Stanley Jevons, ha dimostrato che i miglioramenti tecnologici a cui dobbiamo l’aumento dell’efficienza di una risorsa possono portare all’incremento del consumo di quella risorsa. E Il paradosso di Jevons non è l’unico campanello dall’allarme. C’è la necessità di ridurre i consumi perché qualsiasi intervento umano nel ciclo antropico, ovvero ogni nostra esigenza energetica per mantenere il nostro tenore di vita, determina qualche cambiamento nell’ambiente.
Ogni modalità di trasformazione energetica ha dei frutti “sgradevoli”, più o meno rilevanti, più o meno inquinanti. Inoltre, ogni nostra comodità, come in un’altalena a due posti, determina la scomodità di altre persone sul nostro stesso pianeta. Poi ci sarebbe una considerazione sul PIL, incapace di valutare il reale grado di felicità di noi umani, con la conseguente necessità di reperire altri indicatori del cosiddetto benessere. La decrescita potrebbe rappresentare una risposta a questi problemi? Io sto iniziando a pensare di sì. E lo faccio in compagnia di Nicholas Georgescu-Roegen, il primo a misurare i temi economici con il metro della fisica, in particolare della termodinamica.
Sono anni che si sente parlare in giro di sostenibilità e risparmio energetico. Credi che la gente sia ancora interessata a questi temi o forse la comunicazione è satura? Come è possibile coinvolgere le persone su questo tema?
Coinvolgere e interessare, rispetto a temi che mediaticamente risentono di una certa inflazione, non è facile ma possiamo, anzi, dobbiamo trovare nuove chiavi di lettura, nuovi approcci. Possiamo e dobbiamo farlo.
Le imprese che ruolo possono avere nel risparmio energetico? Credi che per un’azienda sia più complesso attuare comportamenti sostenibili rispetto a un singolo cittadino?
Molte imprese hanno capito rapidamente due concetti fondamentali e li hanno messi in atto con pratiche talvolta di successo. Primo: ridurre gli sprechi è la prima mossa per aggredire la crisi. Secondo: comunicarlo può essere vincente. Mi spiego meglio: le imprese che autoproducono la loro energia, quelle che riusano e riciclano, e che segnalano questi comportamenti virtuosi nella loro comunicazione (nelle etichette, nei siti web, nelle pubblicità, nei social network) ottengono un risultato d’immagine enorme.
Non a caso sono nati i consulenti per i NegaWatt, ovvero l’unità di misura che quantifica la potenza risparmiata: sono persone in grado di formulare una strategia di risparmio – anche ingente – basata sulla constatazione di sprechi e pratiche non sostenibili. E anche in questo caso alla base di tutto c’è sempre una cosa sola: la conoscenza.
Gianluca Carta e Martina Manieli


Regole di ecologia spicciola
Dove trovare informazioni che ci aiutino ad acquisire comportamenti sostenibili dal punto di vista ambientale? Spesso i testi scientifici sono complicati e i siti web non risultano sempre attendibili. Il ‘Manuale di sopravvivenza energetica’ di Andrea Mameli, fisico e divulgatore può venirci in aiuto.
Con il suo linguaggio chiaro e colloquiale, il volume consiglia come servirsi al meglio della tecnologia, evitando sprechi. Un elenco, in ordine alfabetico, suggerisce come comportarsi con l’acqua, l’automobile e gli elettrodomestici, indicazioni semplici che richiedono solo attenzione e buona volontà.
Camminare il più possibile, spegnere le luci se non necessarie, bere acqua del rubinetto, posizionare il frigorifero lontano da fonti di calore e distante almeno dieci centimetri dalla parete, utilizzare come ‘giocattoli creativi’ vecchi oggetti in disuso, sostituire le vecchie lampadine con quelle a basso consumo, avviare la lavatrice solo a pieno carico… Molti dei suggerimenti sono noti ma spesso trascurati perché conflittuali con un certo conformismo consumistico. Altri, invece, paiono davvero originali: ad esempio creare una compostiera domestica per l’autoproduzione di biogas a partire dagli scarti alimentari.
Federica Pennone Almanacco della Scienza – CNR – N. 19 – 23 nov 2011


Il sole a 360 gradi. Mensile ISES ITALIA (International Solar Energy Society). Novembre 2011. Lettura consigliata: Manuale di sopravvivenza energetica di Andrea Mameli (Scienza Express Edizioni, 2011).
“Come consumare meglio ed essere felici” è il sottotitolo di questo libro, nato sul web con il blog “Sopravvivenza energetica” che muove i suoi passi per dialogare con i lettori e dedicato a tutti quelli che hanno a cuore il bilancio (economico ed energetico) della propria casa e quello ecologico del proprio pianeta. Ognuno di noi, infatti, nella vita quotidiana, mette in atto una serie di operazioni, come muoversi, mangiare, consumare, che hanno un’impronta ecologica e un costo per l’ambiente; il manuale ce ne spiega il significato e offre ai lettori utili consigli su come è possibile vivere evitando inutili sprechi.
L’efficienza con cui in Italia utilizziamo l’energia è molto scarsa: volendo citare l’autore, il nostro sistema energetico “è come un secchio bucato”. L’obiettivo dovrebbe essere non solo una gestione più efficiente, capace di ridurre i consumi alla fonte senza cambiare i servizi finali, ma anche la modifica delle nostre abitudini, senza stravolgere però gli stili di vita, perché “più una ricetta è nostra, meglio funziona”. Il manuale fornisce soluzioni concrete su come è possibile, per esempio, ridurre l’impatto per andare da casa a scuola, per riscaldarci, per fare la doccia, o per fare le pulizie domestiche. In questa direzione, l’atteggiamento del singolo individuo risulta fondamentale per fare la differenza; per questo, come sottolinea l’autore, è importante imparare ad “agire secondo un alfabeto sostenibile”.
Da ultimo, una riflessione che fa pensare. Scrive Mameli: “Secondo alcuni storici l’essere rimasti legati agli schiavi e agli animali, come quasi uniche fonti energetiche significative, è una delle cause del declino dell’Impero Romano. C’è da chiedersi se oggi rimanere legati alle fonti fossili, come quasi uniche fonte energetiche significative, non sarà una delle cause del nostro declino”.
Per maggiori informazioni: www.scienzaexpress.it


Blog Era Futura, martedì 1 novembre 2011: Preview libro: Manuale di sopravvivenza energetica di Gabriele Giordano.
Manuale di sopravvivenza energetica è un ottimo libro, non a caso è il Best Seller del momento della casa editrice Scienza Express. “Salva la bolletta, salva il mondo”
Commento personale: Mai noioso, pieno di riquadri contenenti curiosità e, soprattutto, utile.
Impressioni positive:
Mai noioso
Moltissimi suggerimenti per ridurre i consumi, gli sprechi
Altrettanti suggerimenti per creare elettrodomestici Green (forno solare, lavatrice-bottiglione, ecc.)
Impressioni negative:
Alcune informazioni dell’ultimo capitolo le avrei inserite (personalmente) all’inizio del libro.
Voto: 9/10
E ora aspetto “Manuale di sopravvivenza energetica 2″ avente come copertina una lampadina OLED (come citato nello scritto).


“Manuale di sopravvivenza energetica” 8 Luglio 2011, alle 17:00. Al museo MAN, presentazione del libro di Andrea Mameli “Manuale di sopravvivenza energetica”. La Nuova Sardegna, 8 luglio 2011.


Firenze, www.larepubblica.it – dal 13 al 19 giugno 2011 – SCRITTORI AL CASTELLO: Al Castello di Calenzano (ore 21) per la rassegna “Scrittori al Castello” dedicata agli stili di vita sostenibili, Andrea Mameli presenta il “Manuale di sopravvivenza energetica”, un testo ricco di suggerimenti per consumare meno e ridurre la propria impronta energetica.


Alcuni suggerimenti per diventare un interior designer/cittadino ecosostenibile (designemassmedia giugno 2011) Chi non si è mai chiesto come si faccia a ridurre al minimo i consumi, eliminando gli sprechi? Ma anche soddisfare i propri consumi residui nel modo meno inquinante, a parità di investimento?
Andrea Mameli nel suo libro “Manuale di sopravvivenza energetica – come consumare meglio ed essere felici” spiega che per favorire lo sviluppo di tecnologie per ridurre l’emissione di CO2, serve un’accurata diagnosi energetica degli utilizzatori finali, così da ottenere maggiori riduzioni di sprechi inefficienze e usi impropri; con risultati ottimi in campo ambientale, ma anche economico.
Più aumentiamo l’efficienza, più risparmiamo, più possiamo investire nella crescita dell’efficienza. Questo è il nuovo circolo virtuoso che dobbiamo innescare per risanare l’ambiente e il sistema economico e produttivo.”
Il libro nasce con il concetto di riuscire ad indirizzare la gente, non esperta, a capire il più possibile il perchè bisogna risparmiare energia ed adottare comportamenti sostenibili, il tutto coadiuvato da stratagemmi e tecniche per riuscirci.
Mameli spiega che, prima di tutto, per iniziare un iter per il risparmio energetico bisogna: CAMBIARE ABITUDINI come:
- camminare anzichè guidare
- non reciclare le vecchie riviste, ma riusarle (per impacchettare, perchè i costi del reciclo sono comunque ingenti)
- bere acqua dal rubinetto ( le bottiglie di plastica hanno un forte impatto ambientale in termini di energia consumata)
- vestirsi a strati ed aprire le finestre (tollerare la temperatura in casa senza spendere in riscaldamento o raffreddamento)
- andare in vacanza vicino a casa ( le lunghe tratte sono costose a causa del prezzo del carburante)
- dare ad altri i propri oggetti inutil
- non mangiare carne (è l’alimento più costoso da produrre)
- non fare la doccia da soli
- fare una compostiera (creare terra fertile con i proprio rifiuti alimentari)
- crearsi i propri cosmetici (aceto per i vetri, bicarbonato di sodio per ceramica, frutta e verdura)
Ma è anche importante, trasformare oggetti nuovi da altri vecchi, risparmiando; un esempio? La 111 Navy Chair, simile alla Emeco Navy Chair per forma, ma non per materiale; se la Emeco, del 1944, era in alluminio per essere resistente ed utilizzabile dalla Marina Americana, la 111 è fatta per il 60% di PET riciclato con pigmenti di fibra di vetro per mantenerla leggera, resistente ed ignifuga. Ora una curiosità…perchè si chiama 111??? Perchè è il numero delle bottigliette di plastica che vengono utilizzate per produrla. Prodotta da Moroni Gomma.
Insomma per chi si sentisse pronto a sfidare se stesso, può aderire alla proposta “NO IMPACT EXPERIMENT”, cioè sperimentare, per una settimana, la vita senza impatto: ossia producendo il minimo dei rifiuti. C’è anche la versione italiana: “THE NO IMPACT EXPERIMENT”. Oppure, fare come David Michael Bruno, e scegliere tra tutti gli oggetti che ci circondano, solo quelli necessari, fino ad un ammontare di cento pezzi.
Per chi volesse iniziare a piccoli passi, può scegliere le nuove forme di baratto, che negli ultimi anni stanno rallentando l’eccessivo consumismo “compulsivo”. Dall’inglese swapping, il “baratto telematico” consiste in vendite informali, su base fiduciaria, con trattative condotte su Ebay o Swaptree. Ma non solo, esistono gli swap party e gli swap shop, dove lo scambio è l’unica moneta accettata.
Se il baratto fosse troppo per voi, Mameli spiega che si può iniziare da scelte coscienziose, prima tra tutte non essere pigri, nel senso che non si deve preferire le comodità al “sudore”, perchè esse consumano energia. E solo con piccoli accorgimenti domestici, come spegnere gli elettrodomestici in stand by, non lasciare scorrere l’acqua inutilemente, usare lampadine a basso consumo, usare lavastovoglie e lavatrice ad intero carico; già si dà un apporto al risparmio; ciò che è importante è che bisogna partire dall’intenzione di non sprecare e dalla volontà di regolare i consumi.
Terzaghi Claudia


Un libro nato in Sardegna, ma stampato a Rimini su carta di alghe di Venezia da un editore Torinese. Questo “Manuale di sopravvivenza energetica. Come consumare meglio ed essere felici” (Scienza Express, 2011, 144 pagine, 14 euro) è un volume interessante, per i consigli che contiene, e stimolante, per le riflessioni che è in grado di provocare. I consigli sono quelli del risparmio energetico, utili in casa e in ufficio, in automobile e in vacanza. Le riflessioni riguardano l’origine degli sprechi che ogni giorno si sommano ai consumi giustificati da reali esigenze. L’autore (il fisico e divulgatore Andrea Mameli) e l’illustratore (il grafico Fabrizio Piredda) hanno realizzato un volume che sta riscuotendo un meritato successo.
(www.ilmessaggerosardo.com giugno 2011)


Manuale di sopravvivenza energetica (Bioarchitettura Online, giugno 2010) da una recensione di Claudia Terzaghi
Chi non si è mai chiesto come si faccia a ridurre al minimo i consumi, eliminando gli sprechi? Ma anche soddisfare i propri consumi residui nel modo meno inquinante, a parità di investimento?
Andrea Mameli nel suo libro “Manuale di sopravvivenza energetica – come consumare meglio ed essere felici” spiega che per favorire lo sviluppo di tecnologie per ridurre l’emissione di CO2, serve un’accurata diagnosi energetica degli utilizzatori finali, così da ottenere maggiori riduzioni di sprechi inefficienze e usi impropri; con risultati ottimi in campo ambientale, ma anche economico.
Più aumentiamo l’efficienza, più risparmiamo, più possiamo investire nella crescita dell’efficienza. Questo è il nuovo circolo virtuoso che dobbiamo innescare per risanare l’ambiente e il sistema economico e produttivo.”
Il libro nasce con il concetto di riuscire ad indirizzare la gente, non esperta, a capire il più possibile il perchè bisogna risparmiare energia ed adottare comportamenti sostenibili, il tutto coadiuvato da stratagemmi e tecniche per riuscirci.
Mameli spiega che, prima di tutto, per iniziare un iter per il risparmio energetico bisogna: CAMBIARE ABITUDINI come:
* camminare anzichè guidare
* non riciclare le vecchie riviste, ma riusarle (per impacchettare, perchè i costi del reciclo sono comunque ingenti)
* bere acqua dal rubinetto ( le bottiglie di plastica hanno un forte impatto ambientale in termini di energia consumata)
* vestirsi a strati ed aprire le finestre (tollerare la temperatura in casa senza spendere in riscaldamento o raffreddamento)
* andare in vacanza vicino a casa ( le lunghe tratte sono costose a causa del prezzo del carburante)
* dare ad altri i propri oggetti inutil
* non mangiare carne (è l’alimento più costoso da produrre)
* non fare la doccia da soli
* fare una compostiera (creare terra fertile con i proprio rifiuti alimentari)
* crearsi i propri cosmetici (aceto per i vetri, bicarbonato di sodio per ceramica, frutta e verdura)
Ma è anche importante, trasformare oggetti nuovi da altri vecchi, risparmiando; un esempio? La 111 Navy Chair, simile alla Emeco Navy Chair per forma, ma non per materiale; se la Emeco, del 1944, era in alluminio per essere resistente ed utilizzabile dalla Marina Americana, la 111 è fatta per il 60% di PET riciclato con pigmenti di fibra di vetro per mantenerla leggera, resistente ed ignifuga. Ora una curiosità…perchè si chiama 111??? Perchè è il numero delle bottigliette di plastica che vengono utilizzate per produrla. Prodotta da Moroni Gomma.
Insomma per chi si sentisse pronto a sfidare se stesso, può aderire alla proposta “NO IMPACT EXPERIMENT”, cioè sperimentare, per una settimana, la vita senza impatto: ossia producendo il minimo dei rifiuti. C’è anche la versione italiana: “THE NO IMPACT EXPERIMENT”. Oppure, fare come David Michael Bruno, e scegliere tra tutti gli oggetti che ci circondano, solo quelli necessari, fino ad un ammontare di cento pezzi.
Per chi volesse iniziare a piccoli passi, può scegliere le nuove forme di baratto, che negli ultimi anni stanno rallentando l’eccessivo consumismo “compulsivo”. Dall’inglese swapping, il “baratto telematico” consiste in vendite informali, su base fiduciaria, con trattative condotte su Ebay o Swaptree. Ma non solo, esistono gli swap party e gli swap shop, dove lo scambio è l’unica moneta accettata.
Se il baratto fosse troppo per voi, Mameli spiega che si può iniziare da scelte coscienziose, prima tra tutte non essere pigri, nel senso che non si deve preferire le comodità al “sudore”, perchè esse consumano energia. E solo con piccoli accorgimenti domestici, come spegnere gli elettrodomestici in stand by, non lasciare scorrere l’acqua inutilemente, usare lampadine a basso consumo, usare lavastoviglie e lavatrice ad intero carico; già si dà un apporto al risparmio; ciò che è importante è che bisogna partire dall’intenzione di non sprecare e dalla volontà di regolare i consumi.



(Nicola D’Angelo, Blog www.megliopossibile.it 10/05/2011)
Ogni passo, movimento o azione equivale a un consumo energetico; e ogni consumo energetico equivale a una particolare impronta ecologica. Com’è possibile affermare la cultura della sostenibilità in modo da salvaguardare e prolungare la vita del nostro pianeta?
La domanda circola sempre più spesso. Facendo una rapida ricerca su internet è possibile trovare siti, forum e blog che affrontano in modo originale e creativo il tema dello “Stile di vita sostenibile”. Ma per poter seguire i consigli, o per provare a imitare anche solo in parte le azioni descritte, è importante avere metodo, volontà e soprattutto fiducia in ciò che si sta facendo.
Tra coloro che si sono dedicati con notevole impegno e interesse a questo tema, c’è Andrea Mameli che nel Manuale di sopravvivenza energetica – Come consumare meno ed essere felici, propone diverse azioni strategiche volte ad abbassare il livello di impatto ambientale. Ovviamente il manuale stesso è stato stampato con l’intento di incidere nel minor modo possibile sull’ambiente, per esempio utilizzando per la carta alghe provenienti dalla laguna di Venezia. Ogni tonnellata di questa carta speciale comporta un risparmio di circa 400.000 litri d’acqua e ben il 50% di energia elettrica in meno rispetto alla lavorazione tradizionale della tradizionale cellulosa.
Nel libro non si parla di nuovi approcci alla vita quotidiana, improponibili o radicalmente alternativi, ma piuttosto piccole azioni (anche quotidiane) che – se eseguite con costanza – porterebbero notevoli vantaggi a tutti, sia dal punto di vista ecologico che dal punto di vista della qualità della propria vita personale.
Sulla scia di questo approccio abbiamo pensato di raccogliere le idee migliori trovate nel web e proporle come indicazioni e consigli da seguire per iniziare sin da ora la propria “vita sostenibile”.
In primo luogo, cosa significa “sostenibilità”? E cosa significa adottare uno “stile di vita sostenibile”?
Negli ultimi anni queste parole sono state maltrattate e usate in modo improprio, spesso solo per scopi economici o di immagine a fini commerciali. Ma il significato della parola sostenibilità può essere riassunta in poche righe: indica tutte quelle azioni che permettono a noi e agli altri di vivere meglio, nel rispetto dell’ambiente che ci circonda; per questo sono sempre di più le persone interessate a intraprendere uno stile di vita sostenibile o con un impatto ambientale minore.
Abbiamo stilato un elenco a con alcuni semplici consigli e azioni che si possono compiere giornalmente e che, se svolte regolarmente, possono diventare determinanti per modificare in meglio lo stile di vita e lo stato di salute propria e altrui. Certo, cambiare abitudini e comportamenti consolidati non è semplice. Spesso costa tempo di adattamento, fatica e forza di volontà. Vivere in modo “sostenibile” è faticoso, specie se lo percepiamo come una rinuncià a molte comodità acquisite e a molte altre cose che diamo per scontate nella nostra quotidianità, ma l’importante è credere in ciò che si sta facendo senza smettere mai dubitare dell’utilità dell’obiettivo del nostro sforzo di volontà. Ecco allora alcune semplici indicazioni in grado di dare gratificanti e verificabili risultati (linea migliore, risparmio economico) su tempi relativamente brevi e magari anche divertendosi.
Più bici, meno cibi: utilizzare di più la bicicletta (usufruendo anche dei servizi di bikesharing) in abbinamento con un’alimentazione più equilibrata, sana e magari anche più sostenibile, cercando di consumare prodotti locali a km zero;
Evitare l’usa e getta: utilizzare il più possibile oggetti (per esempio piatti e posate) o in alternativa gli usa e getta biodegradabili o compostabili;
Monitorare i consumi casalinghi: attraverso l’utilizzo di apparecchiature o applicazioni come Google Power Meter che creano mappe di consumo locale;
Alimentare la cultura del baratto: ciò che oggi non ti serve più probabilmente serve a qualcun altro e non all’ambiente come rifiuto. Esistono già servizi che si occupano di questo come per esempio Barattopoli;
Riciclare: dare nuova vita agli oggetti, utilizzarli fino in fondo.. a volte anche in modo “creativo”, come fa l’Atelier del Riciclo a Milano che si occupa del riuso di oggetti che hanno esaurito in apparenza la loro funzione, ma che possono essere trasformati in qualcosa di nuovo grazie alle loro caratteristiche.
Casa On/Off: evitare di lasciare accesi o anche in stand-by gli elettrodomestici in quanto consumano comunque energia;
Riscalda-meno 1: utilizzare il riscaldamento solo se davvero necessario o per un breve periodo;
Riscalda-meno 2: mantenere una temperatura di circa 19 gradi in casa, e nel caso si senta freddo, coprirsi semplicemente di più. Ricordate che una persona in più in una stanza fa aumentare anche di 1 grado la temperatura, state in compagnia! Se state poco in casa installate un termostato con timer, in modo da avviare il riscaldamento solo poche ore prima del rientro. Ricordate: per la salute è importante mangiare al caldo, ma si può dormire al fresco;
Miscelare l’acqua: si tratta di uno stratagemma per risparmiare acqua; esistono piccoli dispositivi che agiscono aggiungendo aria al flusso di acqua, aumentandone il volume e dando la sensazione di utilizzarne la stessa quantità mentre invece il getto è inferiore;
Cibo a km zero: acquistare i cibi e i prodotti locali significain linea di massima inquinare meno e migliorare la qualità e la freschezza;
Attenzione in strada: alzare i finestrini su strade extra-urbane, evitare partenze veloci, non superare i limiti e usare l’aria condizionata solo quando serve aiuta a consumare meno e evita di essere un pericolo per il traffico e l’ambiente;
Condividere l’auto: sfruttare il più possibile i servizi di car-pooling e car-sharing oppure organizzarsi autonomamente e viaggiare “sempre carichi” (vedi sito roadsharing);
Autoprodurre: per contrastare il caro- prezzi di molti prodotti, improvvisarsi agricoltori coltivando miniorti, magari sui propri balconi e terrazzi o su piccoli appezzamenti di terreno;
Abitare intelligente: riscaldamento geotermico e/o pannelli solari per scaldare ambiente acqua;recuperare quella piovana per innaffiare e altri usi che non comportano l’uso di acqua potabili, come lavare l’auto;
Compost-fai-da-te: attrezzare aree nel giardino privato o condominiale dedicate alla produzione di compostaggio da utilizzare o magari ri-vendere;
Elettrodomestici 1: scegliere il più possibile categorie alte (A o AA e successivi) per consumare meno; costano di più ma nel tempo fanno risparmiare grazie ai bassi consumi;
Elettrodomestici 2: sostituire appena possibile i vecchi monitor col tubo catodico con i nuovi LCD per una miglior prestazione e un minor consumo energetico;
Elettrodomestici 3: pulire regolarmente frigoriferi, aspirapolvere, ferro da stiro, etc in modo da garantire la loro efficienza al 100%;
Pieni è meglio: utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico in modo da non sprecare inutilmente acqua ed energia, utilizzare i programmi a lungo termine che, anche se impiegano più tempo, consumano meno e consentono un risparmio energetico;
Lampadine: sostituire le vecchie lampadine con quelle led o a risparmio energetico; costano di più ma assicurano una durata sicuramente più lunga; ricordarsi di smaltirle correttamente;
Energia-fai-da-te: produrre autonomamente energia da fonti rinnovabili (solare, eolico, etc); esistono diversi finanziamenti a favore di chi produce energia in casa;
Telefono e I-pod: se possibile ricaricarli mentre si sta viaggiando in auto dove il contributo energetico è praticamente gratuito e il rispario energetigo garantito;
Batterie più: utilizza batterie ricaricabili, costano di più ma hanno un notevole vantaggio: possono essere utilizzate più volte ed evitano la presenza di ulteriori batterie da smaltire nell’ambiente;
Acquisti condivisi: informarsi per prima cosa sui gruppi di acquisto solidale (GAS) della propria zona per l’ acquisto di prodotti agricoli e alimenti in generale. Hanno il vantaggio di avere prezzi accessibili e garantire la provenienza locale e genuina dei prodotti acquistati.
Come si vede, niente di trascendente. Solo piccole azioni quotidiane dettate dal buon senso, che possono diventare abitudini altrettanto buone in grado di migliorare la nostra vita e il nostro ambiente grazie alla cultura della sostenibilità.


Il Manuale di sopravvivenza energetica di Andrea Mameli pubblicato da Scienza Express (Michele Saba, mensile Sardinews, maggio 2011)
Manuale di sopravvivenza energetica, scritto da Andrea Mameli, nella foto, ed illustrato da Fabrizio Piredda, racconta la grande sfida della questione energetica attraverso piccole azioni quotidiane. Il Manuale è la prima pubblicazione dell’editore torinese Scienza Express, che si propone di trattare temi scientifici in modo per tutti accessibile e interessante. Perché allora iniziare dalla questione energetica, che è spinosamente tecnica e, fino a pochi anni fa, interessava solo pochi specialisti e qualche ecologista? Il punto è che oggi l’energia è diventata argomento di pubblico interesse, anima i dibattiti tra le persone comuni. Addirittura, a proposito di uomini della strada, in questi giorni la città di Cagliari è tappezzata di manifesti per le prossime elezioni comunali e tra le promesse elettorali compaiono prominenti, in formato 6 per 3, molti pannelli solari ed energia sostenibile. Mi sembra riduttivo pensare che la consapevolezza diffusa derivi solo da questioni economiche, la benzina e le bollette erano care anche prima. Vorrei invece provare a spiegare il mutato interesse con la storia di Rapa Nui, l’Isola di Pasqua. Quando gli Europei arrivarono sull’isola, nel 1700, trovarono uno sparuto gruppo di locali, non più di 3000 persone, su un’isola dal clima subtropicale. La constatazione più sorprendente fu la vista delle grandi statue di pietra, vestigia di una civiltà grande e fiorente, che, nei cento anni successivi, furono tutte abbattute e rovesciate nelle guerre tra gli indigeni; le popolazioni locali furono poi annientate dalle razzie dei mercanti di schiavi e dalle malattie. Gli studi archeologici hanno mostrato però come in passato la popolazione dell’isola fosse numerosa, almeno 30000 abitanti che vivevano di agricoltura, allevamento e pesca. Come è stato possibile che una grande civiltà si sia praticamente estinta prima che arrivassero gli Europei? La caratteristica principale dell’isola è l’essere la terra abitata più remota, la più isolata dai continenti, un micropianeta a sè. Possiamo oggi ripercorrere oggi le tappe del progresso non sostenibile nell’Isola di Pasqua, l’aumento della popolazione, l’estinzione della selvaggina per l’eccessiva caccia, l’abbattimento dei grandi alberi per costruire, case, barche, i cantieri delle grandi statue. Le risorse esaurite non poterono essere ripristinate da interventi esterni, così che la fame e le guerre fratricide decimarono la popolazione e ne cancellarono la gloria passata.
Che cosa pensarono gli abitanti di Rapa Nui quando abbattevano l’ultimo albero o cacciavano l’ultimo uccello, quando si resero conto che la compromissione del loro ambiente li portava alla catastrofe ma non riuscirono ad evitarla? Possiamo chiamarla sindrome dell’Isola di Pasqua, ma a mio modo di vedere assomiglia molto alla sensazione che gli astronauti raccontano al ritorno dai viaggi in orbita attorno alla Terra: dicono di vedere il nostro grande pianeta come una minuscola isoletta sperduta nel cosmo, circondata da spazio inospitale a perdita d’occhio, un ambiente fragile dal quale non possiamo fuggire. La grande espansione della popolazione mondiale, la libera circolazione delle persone, delle idee, delle immagini e degli oggetti hanno creato in noi la consapevolezza dei limiti del nostro pianeta: sappiamo che non ci sono altri spazi da conquistare, non c’è un altro far west da colonizzare, con risorse illimitate e possibilità di espansione. E’ ormai chiaro a tutti che il nostro modello di sviluppo, basato sull’utilizzo di grandi quantità di energia, prodotta principalmente attraverso la combustione di carburanti fossili, carbone, petrolio e gas naturale, non è sostenibile nel tempo, cioè non potrà essere mantenuto nei prossimi decenni, per tante ragioni, la principale delle quali è che l’anidride carbonica prodotta nella combustione, la famigerata CO2 immessa in atmosfera, ha raggiunto concentrazioni tali da modificare il clima, dal quale tutti dipendiamo.
L’energia è ormai un bene primario, al pari di cibo e acqua, ed il compito che ci aspetta, eliminare l’utilizzo dei combustibili fossili, non è da poco; anzi la scala del problema è proprio spaventosa. Vogliamo usare l’energia nucleare? Serviranno 15000 nuove centrali, e considerando i problemi causati dalle attuali 400, non ci mette allegria pensare di costruirne una al giorno per i prossimi 40 anni. Vogliamo usare i pannelli solari? Prepariamoci per i prossimi decenni a coprire ogni giorno 60 milioni di metri quadri di terreno – cioè 6000 ettari – con celle fotovoltaiche o dispositivi similari. A lungo termine, le tecnologie alternative ai fossili possono risolvere la questione energetica, ma non in pochi anni, non nei tempi rapidi necessari per evitare lo sconvolgimento del clima al quale sembra che siamo destinati. L’unica via d’uscita è guadagnare tempo, ridurre drasticamente il nostro consumo di energia, mentre, a tappe forzate, sviluppiamo le energie rinnovabili. E così Andrea Mameli, che è un fisico, di giorno lavora alla costruzione di una centrale solare termodinamica, mentre di notte scrive i libri sul risparmio energetico: datemi il tempo di costruirla questa centrale solare!
Il manuale, pensato per interessare i lettori non specialisti, racconta dell’uso dell’energia per ogni piccola azione quotidiana, mostrando indirettamente come l’energia sia ormai un bene irrinunciabile. Attraverso i piccoli esperimenti domestici, il divertito e divertente maneggiare con forni, lavatrici, rubinetti e biciclette il lettore pian piano viene coinvolto nella missione di salvare il mondo. La mia impressione di consapevolezza diffusa sul risparmio energetico è confermata dallo straripante successo che il manuale sta riscuotendo online, recensito e commentato dai principali siti internet ed argomento di fitte discussioni nei social network. Segno positivo che i tempi cambiano e che è possibile agire in tempo per evitare di essere travolti da un progresso non sostenibile.


Perugia Si è svolto nei giorni scorsi nell’Auditorium Santa Cecilia a Perugia il primo Battery-free Party. L’evento è stato organizzato dal laboratorio NiPS (Noise in Physical System) del Dipartimento di Fisica dell’Università di Perugia, in occasione dell’importante Settimana Europea delle Energie Sostenibili e Rinnovabili. Per celebrare la libertà dalle batterie, i partecipanti hanno portato un oggetto elettronico, che funziona anche senza l’uso di batterie, come, ad esempio, una radio o un computer a manovella, oppure una torcia che fa luce quando si agita. Sono tanti i modi per risparmiare energia ed ottenere buoni ed efficaci risultati. La serata è stata animata da dimostrazioni scientifiche, fatte dal laboratorio NiPS e dedicate alle energie rinnovabili, buon cibo, libri e musica a basso consumo energetico.
Ospite speciale della serata è stato il fisico Andrea Mameli, che ha presentato il suo libro “Manuale di sopravvivenza energetica, come consumare meglio ed essere felici”: si tratta di una raccolta di piccoli consigli utili ed eco-compatibili per ridurre al minimo i nostri consumi nella vita di tutti i giorni, rispettando, dunque, il Pianeta, come se fosse casa nostra. Quindi, le nostre scelte, che hanno un impatto fortissimo sull’ambiente, devono
sempre essere consapevoli e il manuale lo spiega molto bene. Il fisico, poi, ha commentato gli oggetti battery-free portati dai partecipanti, premiando al termine della serata quelli più originali. Da sottolineare una cosa curiosa: il libro stesso è stato realizzato con una speciale carta, derivata in larga misura dalle alghe in eccesso della laguna di Venezia. Per ogni tonnellata di questa carta vengono risparmiati 400 mila litri di acqua e il 50 per cento di energia elettrica rispetto alla lavorazione tradizionale della carta di cellulosa.
Alla festa hanno partecipato tra gli altri anche il direttore del Nips, Luca Gammaitoni, il direttore del Dipartimento di Fisica di Perugia, Caterina Petrillo, e l’Assessore del Comune di Perugia alle Politiche Energetiche, Lorena Pesaresi. Dopo aver lanciato nel 2010 l’idea del Micro-Energy Day, una giornata all’insegna delle microenergie, il laboratorio NiPS ha dato all’evento una dimensione internazionale.
Elisa Giglio
La Discussione, 17 aprile 2011


Un decalogo per il risparmio energetico (valori.it aprile 2011)valori.it aprile 2011 Una manciata di trucchi essenziali per risparmiare mille euro all’anno e condurre uno stile di vita ecosostenibile. Un ricettario di consigli per ottenere un risparmio energetico dai gesti quotidiani: dal bucato alle spie luminose, dalla pressione delle gomme dell’automobile al riscaldamento. La scelta delle soluzioni proposte è frutto di una ricerca, da parte dell’autore, di tutti i consigli che Internet ci propone, successivamente sottoposti al giudizio degli esperti nei diversi settori. Bolletta bioraria, solare termico, pannelli fotovoltaici, lampadine, compostiere, batterie ricaricabili, apparecchi in stand-by, forni solari, elettrici e a microonde sono alcuni dei punti trattati dal libro. Una proposta che arriva da una casa editrice scientifica indipendente appena nata con un’idea fissa: pubblicare libri agili, a pochi euro e a portata di click per permettere a tuti di informarsi su temi scientifici e tecnologici.
Da: mensile Valori aprile 2011.


Manuale di sopravvivenza energetica (Prevenzione 2.0)
Prevenire l’inquinamento e adottare uno stile di vita sostenibile è un impegno che ogni individuo deve prendere nei confronti del pianeta. Qualsiasi cosa facciamo consumiamo energia. Ogni azione che compiamo, giorno dopo giorno, ha una propria impronta ecologica. Per ridurre al minimo i nostri consumi ci viene in aiuto il Manuale di sopravvivenza energetica di Andea Mameli.
Non si tratta di metodi di vita alternativi, quanto di piccole accortezze che aiutano a vivere come dovremmo, considerendo la Terra casa nostra.
Una chicca: il Manuale è stato prodotto con carta di alghe della laguna di Venezia. Per ogni tonnellata di questa carta si risparmiano 400 mila litri di acqua e il 50% di energia elettrica rispetto alla lavorazione tradizionale della carta cellulosica.
Nell’articolo di Wired, ci sono 50 suggerimenti con i quali cominciare a pensare seriamente a cosa fare per non distruggere il nostro Pianeta.
Fonte e link utili: Wired.it, Scienza Express


13/04/2011 – MANUALE ECOLOGICO QUOTIDIANO (Porcellana di Rocca, 13 aprile 2011)
Sappiamo tutti ormai che ogni gesto che compiamo consuma energia e che ogni azione ha una sua “impronta ecologica”: un dato che spiega che ogni individuo ha una superficie di terra a disposizione e se il livello dei consumi individuali la supera, la situazione non risulta più sostenibile
Oggi abbiamo a disposizione anche un Manuale di sopravvivenza energetica. L’ha scritto Andrea Mameli, blogger e scrittore che ci fornisce istruzioni e piccole accortezze che per vivere in sintonia con la nostra casa Terra.
Come ridurre il nostro impatto per andare da casa a scuola? E per riscaldarci? E per fare la doccia? E per vedere un bel film? Tanti suggerimenti per fare la vita che vogliamo, come vogliamo, e non in preda alle abitudini che ci fanno consumare e distruggere tanta parte dell’ambiente che ci circonda.
Il libro, tra le altre cose, è stato stampato su carta di alghe della laguna di Venezia: per ogni tonnellata di carta si risparmiano 400 mila litri d’acqua e la sua lavorazione consuma il 50% in meno di energia elettrica rispetto alla produzione di carta tradizionale.

www.scienzaexpress.it/


Corriere dell'Umbria, 20 aprile 2011 Energie rinnovabili e ricerca al primo Free-Battery party
Corriere dell’Umbria, 20 aprile 2011
(…) il tema clou della serata era: come si può risparmiare energia e avere ugualmente una buona qualità di vita. Un argomento sviscerato da Andrea Mameli, fisico e divulgatore, autore di un Manuale di sppravvivenza energetica, una raccolta di consigli per consumare meglio ed essere felici edito da Scienza Express.


Manuale di sopravvivenza energetica
Mediterraneonline.eu (5 aprile 2011)

Andrea Mameli è fisico, giornalista scientifico freelance, nonché responsabile dell’alta formazione nei corsi dedicati alla tecnologia del solare termodinamico a concentrazione, in un progetto finanziato dal MIUR e coordinato dal centro di ricerca CRS4, in Sardegna.
Abbiamo intervistato Andrea Mameli a proposito di tecnologia e risparmio energetico, temi che si trovano nel suo libro “Manuale di sopravvivenza energetica”, edito da Scienza Express con illustrazioni di Fabrizio Piredda.
Dal tuo libro, dai tuoi interventi pubblici e dal tuo lavoro di ricercatore si evince la propensione alla volontà di difendere l’ambiente naturale e un diverso stile di vita. La diffusione di una serie di abitudini che migliorino la qualità della vita pur risparmiando sui consumi. Il tuo discorso è molto concreto, ossia: risparmiare nelle nostre case e nei nostri uffici renderebbe molto efficace la lotta alla dispersione energetica globale. Quanto possiamo fare singolarmente per salvaguardare la natura?
Possiamo fare molto. Chi sostiene che l’incidenza dei nostri comportamenti sul bilancio energetico è scarsa dice una bugia. Certo, quanto a consumi globali esistono diverse velocità nel nostro pianeta: chi ha utilizzato molta energia, come i Paesi del G8, possono ora provare a ridurre, al contrario dei nuovi “energivori”, Brasile, Cina, India, la cui crescita appare inarrestabile.
Ma se è vero che il consumo energetico domestico in Italia incide per meno del 30% sul consumo energetico totale, allora la direzione da intraprendere per ottenere risultati importanti non è solo quella: si dovranno ridurre gli sprechi negli edifici pubblici, nei trasporti, nell’industria e nella stessa rete di distribuzione energetica. In ogni caso è fondamentale risparmiare energia in tutti i settori, anche se nel libro ci occupiamo solo dei comportamenti domestici. Nel nostro agire quotidiano dobbiamo considerare non solo il consumo diretto, ovvero il carburante e il gas che consumiamo e l’energia elettrica che utilizziamo, ma anche la quota di energia connessa con la produzione dei beni che utilizziamo o dei servizi di cui usufriamo.
La ricerca scientifica, applicata alla tecnologia rende la vita più comoda e permette un risparmio notevole. Quanto è importante la ricerca nel nostro Paese, e in altri Paesi del Mediterraneo?
La ricerca scientifica è il motore principale dell’innovazione e della conoscenza, e in parte si occupa proprio di rendere la vita più comoda, come spiego nelle pagine che ho dedicato al concetto “Pigrizia, motore del mondo”. Purtroppo la lentezza con la quale i decisori reagistono alle innovazioni, per esempio con leggi in favore delle fonti rinnovabili e con il sostegno alla ricerca nelle direzioni realmente più strategiche, si rivela particolarmente nociva. Purtroppo alcune soluzioni tecnologiche incontrano ostacoli di natura assolutamente non scientifica.
Un altro ruolo decisivo lo svolge l’impresa, raccogliendo il seme che germoglia nella ricerca scientifica fino a farne maturare i frutti. Impresa che può nascere direttamente anche dalle università e dai centri di ricerca con gli spin off.
La Sardegna ha i mezzi e le professionalità per portare avanti progetti di ricerca importanti nel campo dell’energia rinnovabile?
In Sardegna nel settore delle fonti rinnovabili operano realtà universitarie (a Cagliari e a Sassari) e centri di ricerca privati (a Macchiareddu e a Pula) di altissimo rilievo. E alla ricerca si deve necessariamente associare l’alta formazione, in modo da creare il capitale umano indispensabile a trasformare le idee in soluzioni concrete.
Tornando invece al tuo testo. La difesa dell’ambiente, il risparmio energetico è, o dovrebbe essere, di interesse generale. Il tuo libro è rivolto alle persone interessate all’ambiente e alle tematiche ecologiste o hai pensato indistintamente a tutti?
Il libro si rivolge a tutti. Lo dimostra l’interesse che le persone dimostrano in occasione delle presentazioni. La mia intenzione è di rivolgermi a tutti partendo dal risparmio e, in ultima analisi, dalla ricerca della felicità. Una felicità che nasce dal desiderio di incidere il meno possibile sulle risorse pianeta. Quel che cerco di sostenere, nel Manuale, è che dobbiamo avere la consapevolezza dei nostri consumi: uscire dalla condizione di consumatori passivi e maturare un approccio attivo alla gestione della propria impronta ecologica.
Quali tecnologie di uso quotidiano ci possono aiutare a risparmiare energia? Quali delle abitudini più comuni possiamo cambiare per risparmiare, senza fare investimenti economici?
Nel libro spiego che prima di tutto occorre controllare i consumi: spesso non abbiamo proprio la consapevolezza di quanta energia usiamo. Questo controllo lo possiamo esercitare semplicemente leggendo le bollette e prendendo nota dei consumi. Oppure possiamo acquistare i nuovi dispositivi elettronici utili a effettuare le misure dirette di assorbimento elettrico. Una tecnologia povera ma utilissima è ovviamente la presa multipla con interruttore grazie alla quale possiamo spegnere tutti gli apparati elettronici evitando quel vampiro elettrico che risponde al nome di stand by.
Una delle novità più significative degli ultimi mesi è l’inserimento di nuove classi energetiche: “A+“, “A++” e “A+++“. Facciamo un esempio: una lavatrice di classe “A+++” in un anno ci può far risparmiare fra 150 e 250 euro di consumi elettrici di apparecchi rispetto a un uguale elettrodomestico di classe più bassa.
Le case del futuro saranno progettate con un’alta percentuale di tecnologia, (penso alla domotica). Tecnologie che permetteranno un uso più razionale della corrente elettrica o del consumo idrico. L’uso massiccio di tecnologie, dalla costruzione della casa, alla gestione della stessa, ha o avrà un saldo positivo nei consumi generali?
Il rischio c’è ma è molto sottile: se da un lato l’efficienza aumenta e vi sono indiscutibili riduzioni dei consumi, d’altro canto proprio questa crescita di efficienza ci può portare a alleggerire il nostro controllo e a consumare di più pensando di consumare di meno. Dipende dai casi e dalla nostra capacità di controrollare lo scenario senza abdicare dal nostro ruolo di padroni dei consumi.
Heidegger è stato il filosofo che aveva predetto il predominio della tecnica sul pensiero. Qual’ è il rapporto tra modelli di vita e tecnologia nel campo del consumo energetico? Esistono tecnologie di uso quotidiano che potremmo eliminare senza problemi, ossia inutili?
Sicuramente possiamo fare a meno degli orologi digitali nei forni a microonde e di altri dispositivi che, ancora una volta a seconda delle circostanze, possiamo considerare inutili. Ma se, in generale, la tecnica può aiutare il pensiero a organizzarsi, è anche vero che la parte del leone la fanno proprio i comportamenti.
La maggiore fonte di consumo domestico è da ricercare nel riscaldamento con le resistenze elettriche: le vecchie stufette, i forno e gli scaldabagni elettrici. E se in questa categoria inseriamo anche le lampadine a incandescenza, che ancora sopravvivono in molte case, la lista degli oggetti eliminabili.
Quanto possiamo guadagnare individualmente dai risparmi domestici?
Sommando tutte le possibili contromisure illustrate nel mio libro, con l’editore abbiamo calcolato un risparmio annuo oscillante tra 600 e 1.400 euro. E in copertina abbiamo inserito il valore medio: mille euro. Dipende dalle condizioni di partenza: clima, posizione geografica della casa e tipologia di elettrodomestici. E dipende dai nostri comportamenti.
A tuo parere quanto è cambiata la situazione e l’attenzione verso questi temi rispetto a dieci anni fa?
L’attenzione cresce in funzione della conoscenza, dei fatti (consumi reali e incidenza di nostri comportamenti), e dalle notizie che riusciamo a intercettare. Per questo ci sembrava indispensabile raccogliere i numerosi consigli sparsi tra libri, web, i consigli degli esperti e, a volte, degli anziani. L’attenzione però, a volte sfocia nel fanatismo. Ad esempio nel confronto pro o contro il nucleare non sempre gli argomenti sollevati, da una parte e dall’altra, sono scientificamente sostenibili.
I piccoli passi che si sono fatti sono merito di una comunicazione corretta e sempre più capillare, soprattutto grazie alla rete internet, che ha permesso tra le altre cose la nostra intervista!
Certamente oggi è facilissimo andare a cercare informazioni su tecnologie e termini scientifici, che tra l’altro evolvono molto rapidamente, attraverso il web. Spesso queste informazioni sono corrette, aggiornate e complete. Ma non sempre. L’abilità sta allora nel trovare le informazioni giuste, distinguendo tra le svariate fonti disponibili. Il ruolo della comunicazione è fondamentale, in particolare in un campo che interessa direttamente tutti: dal portafogli all’ambiente passando per la salute.
Gianmarco Murru [05/04/2011]


oggiscienza “Come ridurre l’impatto ambientale” (OggiScienza TV, 15 aprile 2011). Simona Regina presenta il Manuale di sopravvivenza energetica di Andrea Mameli (edizioni Scienza Express) nel corso di una puntata dedicata alla Settimana Europea dell’Energia Sostenibile (che si conclude oggi).
OggiScienza tv presenta alcuni consigli pratici per ridurre il nostro impatto ambientale tratti dal Manuale di sopravvivenza energetica e la campagna Porta la sporta.


il manuale di sopravvivenza energetica nel blog sesto potereEccelibro: Manuale di sopravvivenza energetica (di Johann Rossi Mason, blog Sesto Potere, 15 aprile 2011).
Andrea Mameli è un bravo e brillante fisico di Cagliari che ha appena scritto un prezioso Manuale di Sopravvivenza Energetica per i tipi di Scienza Express (editore da tenere d’occhio) e di cui mi onoro avere l’amicizia su FB. Vivere, questo è il principio, presuppone consumare risorse ed energia. Un costo per l’ambiente. Una serie di azioni automatiche che riteniamo ormai insignificanti ma che lasciano una ‘impronta ecologica’ sull’ambiente. In questo testo agile ma molto ben documentato Mameli si prende la briga di analizzare i più comuni consumi energetici delle nostre case e della nostra esistenza, valutare quanto ci costano e suggerirci un a alternativa più sostenibile. Ma fa anche di più, rafforza infatti l’equazione che insieme all’ambiente si possa tutelare anche il portafoglio calcolando che, mettendo in pratica tutti i consigli del libro, si possa arrivare a risparmiare sino a 1000 (mille) euro l’anno. Per lasciare una impronta più leggera, per condividere una nuova cultura che lasci un’eredità anche ambientale ai nostri figli che potranno, speriamo, trasmettere ai loro nipoti. Una delle osservazioni più nuove e interessanti è che anche le case vuote, disabitate o inoccupate per molte ore al giorno consumino a nostra insaputa cifre rilevanti. Meditate gente e poi mettete in pratica una serie di azioni semplici ma efficaci. E bravo Andrea!


wired 50 modi per sprecare meno energia. Ovvero: come consumare meglio ed essere felici. Ecco un Manuale di sopravvivenza energetica (Antonino Caffo wired.it 1 aprile 2011)
Qualsiasi cosa facciamo consumiamo energia. Ogni azione che compiamo, giorno dopo giorno, ha una propria impronta ecologica. Per ridurre al minimo i nostri consumi ci viene in aiuto il Manuale di sopravvivenza energetica di Andea Mameli.
Non si tratta di metodi di vita alternativi, quanto di piccole accortezze che aiutano a vivere come dovremmo, considerendo la Terra casa nostra.
Una chicca: il Manuale è stato prodotto con carta di alghe della laguna di Venezia. Per ogni tonnellata di questa carta si risparmiano 400 mila litri di acqua e il 50% di energia elettrica rispetto alla lavorazione tradizionale della carta cellulosica.
Nella gallery vi proponiamo 50 suggerimenti con i quali cominciare a pensare seriamente a cosa fare per non distruggere il nostro Pianeta. Diversamente cominciamo a fare la valige: la Luna ci aspetta


“L’Unità”, 28 marzo 2011, Pietro Greco
Consumare meno e vivere felici

L’uomo a impatto zero è certo un’utopia. Per il solo fatto di vivere, sette miliardi di persone esercitano una pressione sull’ambiente e lo modificano. Ma questa pressione può essere resa minima, imparando a consumare meglio. Come ci propone Andrea Mameli nel suo agile Manuale di sopravvivenza energetica, che la casa editrice Scienza Express sta portando in questi giorni in libreria. Il manuale si iscrive in quel filone teorico dell’economia ecologica chiamato della «decrescita felice» che ha nel francese Serge Latouche e nell’italiano Maurizio Pallante due tra i primi e più convinti sostenitori. E, infatti, proprio Maurizio Pallante ha scritto la prefazione per il gioioso ma rigoroso manuale di Andrea Mameli.
Mille sono i modi per consumare meglio (e vivere felici). Ma il principale è: consumare meno.
Risparmiare è di gran lunga la maniera più efficace per minimizzare l’impatto umano sull’ambiente.
Ma, contrariamente a quanto si crede, per risparmiare e vivere felici non occorrono meno scienza e meno tecnologia. Al contrario, ne occorrono di più. Il bello è che, utilizzando le migliori tecnologie già esistenti, come ci invita a fare Andrea Mameli, potremmo già risparmiare un bel po’ di energia in ciascuno dei tre settori dove ne consumiamo di più: nel sistema produttivo, nel sistema dei trasporti, nella climatizzazione di case e uffici. Le imprese, per esempio, possono abbattere l’intensità energetica per le loro produzioni. Grazie all’innovazione tecnologica, in Cina l’energia necessaria a licenziare il medesimo prodotto è stata abbattuta, in media, del 19% negli ultimi 5 anni. A causa della mancata innovazione tecnologica l’Italia che, fino a una ventina di anni fa, era prima in Europa per intensità energetica oggi si ritrova scavalcata da quasi tutti i paesi dell’Unione.
Grazie alle nuove conoscenze scientifiche e all’alta tecnologia la Germania ha potuto elaborare una legge che impone alle casi di contenere i consumi entro i 70 chilowattora per metro quadro l’anno, meno della metà dell’energia impiegata per riscaldare e raffreddare le nostre italiche dimore.
Con un utilizzo accorto delle conoscenze scientifiche e un impiego di tecnologie innovative, Greenpeace ha messo a punto auto capaci di effettuare fino a 120 chilometri con un litro: almeno sei volte più efficiente delle utilitarie che guidiamo.
Molti analisti sostengono che utilizzando le tecnologie innovative già esistenti potremmo risparmiare oltre il 30% dell’energia che consumiamo. Attenzione al «paradosso di Jevons», ci hanno avvertito di recente la rivista inglese Nature e gli analisti del Breakthrough Institute di Oakland, in California. Il minor consumo per unità di prodotto abbatte anche i costi e invita a consumare di più. Con il risultato, paradossale appunto, che l’efficienza energetica può trasformarsi in un boomerang ambientale. A meno che non impariamo tutti a consumare meglio. Per farlo e per continuare a vivere felici (ovvero aumentare e non diminuire il benessere e l’equità sociale) occorre però modificare il modello di sviluppo. Passando da un modello fondato sul consumo individuale dei beni a quello fondato sull’utilizzo di «beni comuni».


Recensione di Dina Lentini a “Manuale di sopravvivenza energetica” di Andrea Mameli, Scienza Express 2011
La godibilità di questo manuale di Andrea Mameli è promessa (e mantenuta) già nel sottotitolo: “come consumare meglio ed essere felici”. La cifra del libro è, infatti, di tipo pragmatico e ruota intorno ad obiettivi semplici eppure essenziali: si tratta di difendere una serie di beni collettivi e individuali e farlo con la gioia che deriva dall’aver assunto e interiorizzato un altro punto di vista sul mondo, a partire dalla nostra vita quotidiana. In questo ambito, quello, appunto, della vita quotidiana, pretendere e costruire una dimensione di felicità è un obiettivo naturale e possibile. [SEGUE...]


Education 2.0 (28 marzo 2011)
Manuale di sopravvivenza energetica
Education 2.0Manuale di sopravvivenza energetica su Education 2.0 Impartire consigli per risparmiare è una bella responsabilità. Specie quando il prezzo dei carburanti e della bolletta elettrica aumentano costantemente. Allora perché accettare la proposta della casa editrice Scienza Express di scrivere un “Manuale di sopravvivenza energetica”? Bella domanda, direte voi. In effetti la risposta non è semplice. Se è vero che, come fisico e come persona curiosa, sono affascinato dal concetto di energia, è anche vero che ho notato la quasi completa assenza di un testo di questo tipo. Ma c’è qualcosa di più profondo che è scattato e mi ha imposto di accogliere l’invito degli editori. Il concetto di energia è uno dei più impegnativi, se considerato come ente astratto: provare a scardinare la corazza di incomprensibilità che, a torto o a ragione, sembra attanagliare energheia, mi pareva una magnifica sfida. E poiché mi sono trovato spesso nella condizione di mostrare concretamente gli effetti della forza, del lavoro, e dell’energia, con piccoli esperimenti che coinvolgono bambini della scuola primaria, ho constatato un fenomeno di senso opposto. Toccandola con mano, l’energia si lascia svelare più docilmente. Non si arriva al nocciolo, ovvero la termodinamica, ma se ne apprezzano alcuni significati. [SEGUE...]


Sardinews, mensile economico, 27 marzo 2011
7/4/2011 – Il libro di Andrea Mameli a Cagliari
giovedì 7 aprile, Eticando ore 20 via Iglesias, Cagliari col vino Orgosa di Giuseppe Musina
Manuale di sopravvivenza energetica: è il titolo del piacevole ed utile libro del fisico Andrea Mameli pubblicato da Scienza Express (euro 14, pagine 144). L’opera (sottotitolo: Come consumare meglio ed essere felici) verrà presentata giovedì 7 aprile alle 20 da Eticando, a Cagliari, via Iglesias 19. Illustrerà il libro l’artista Augustine Namatsi Okubo della fondazione Foududia. In copertina lo slogan: “Con questo libro risparmi 1.000 euro all’anno”. Il libro è dedicata alla mamma dell’autore perché “mi ha insegnato a spegnere la luce uscendo da una stanza”.
Duranta la serata verrà offerto il vino biologico dell’azienda Orgosa di Giuseppe Musina (Orgosolo).
Andrea Mameli, giornalista scientifico, lavora al Crs4 di Pula dove dirige l’ufficio comunicazione. Ha scritto Alieni in visita, un libro per bambini nel quale la divulgazione incontra la fantascienza. Con Mauro Scanu ha scritto per la Cuec di Cagliari Scienziati di ventura, inchiesta che dà voce ai cervelli in fuga.


Manuale di sopravvivenza energeticaLe tattiche per risparmiare sulla bolletta della vita pigra. “Manuale di sopravvivenza energetica” di Andrea Mameli
Semplice indolenza, per lo più. A volte sbadataggine, in certi casi ignoranza, spesso mancanza di tempo. Ma tanto, a fare i conti della serva, è sempre lei, la pigrizia, a causare mali gravi quanto la cattiveria e la stupidità. L’umana cedevolezza a comportamenti pigri si trascina dietro le ripercussioni sui consumi energetici, sulle emissioni e sulla bolletta. Ma privarsi della pigrizia sarebbe chiamarsi addosso altre seccature, quasi non fossero sufficienti pensieri ed emergenze quotidiane che ungono il palo della cuccagna del viver bene e anzi meglio.
Chi invece la pigrizia la mette al microscopio sa che vincerla significa limitare lo spreco e vivere meglio. Un esempio facile? Una famiglia di quattro persone che accende la caldaia a gas solo per fare la doccia e lavare i piatti spende 330 euro all’anno contro i 1080 euro di quando la tiene sempre accesa. E la pigrizia può fare piacevolmente a cambio con la creatività. Ragione per cui sempre più il riuso visita la moda, magari creando una borsetta chic dalle linguette di metallo delle lattine. Un altro esempio, tra i tanti, contenuti nell’ultimo libro del fisico e giornalista scientifico Andrea Mameli “Manuale di sopravvivenza energetica: come consumare meglio ed essere felici” (144 pagine, 14 euro nelle librerie e disponibile anche in formato e-book), fresco di pubblicazione con la neonata casa editrice Scienza Express che l’ha stampato su carta in larga percentuale derivante dalle alghe in eccesso della laguna di Venezia. Non è l’ennesimo strumento per esperti. Piuttosto colma un buco nella saggistica rivolgendosi a tutti e fornendo consigli pratici e approfondimenti in un formato agile, arricchito dalle illustrazioni di Fabrizio Piredda e dalla prefazione del fondatore del Movimento della decrescita felice Maurizio Pallante.
Il manuale è frutto di uno studio nella Rete per scoprire come diventare un essere umano a impatto zero e poi provare una serie di comportamenti in casa propria. E se il lavoro nasce dal web, qui continua a vivere sul blog dell’editore “Sopravvivenza energetica”, dove l’autore aggiorna e accoglie le proposte dei lettori.
Chi ama il cartaceo lo terrà magari in cucina, con altri ricettari di veloce consultazione, conscio che sommando i suggerimenti del libro si risparmiano mille euro l’anno sulle spese energetiche. A leggere il manuale si afferra che un diverso approccio, una cultura del ragionamento contro quella dell’indolenza, può rendere più felici. La prima fonte di energia risiede nei singoli comportamenti e possono essere cambiati per raggiungere un po’ più di felicità. Anche ricordandosi di spegnere la luce uscendo da una stanza, come dovrebbero dire sempre i genitori ai figli. Come fece la madre dell’autore con i suoi. La mamma che insegna a vivere felici.
MANUELA VACCA (L’Unione Sarda, Cultura, pagina 51, 20 marzo 2011)


Crescere Creativamente, di Maestra Rosalba (17 marzo 2011). Manuale Di Sopravvivenza Energetica Il Libro di Andrea Mameli
Si è svolta ieri la presentazione, presso la libreria Piazza Repubblica Libri a Cagliari, del libro di Andrea Mameli, Manuale di sopravvivenza energetica, come consumare meno ed essere felici, per i tipi di Scienza Express. Hanno accompagnato Andrea Mameli nella presentazione, il fisico cagliaritano Michele Saba e il disegnatore Fabrizio Piredda (autore del disegno nell’immagine a lato). Non sono brava a fare le recensioni, lo sapete io sono una maestra prestata al blog. Arrivata un pelino in ritardo alla presentazione ho ascoltato sul finire Michele Saba parlare di energia nella storia. [SEGUE...]


La Nuova Sardegna (16 marzo 2011)
ENERGIA Come risparmiare

CAGLIARI. I prezzi del petrolio aumentano e i costi dell’energia crescono, che fare? «Manuale di sopravvivenza energetica» (scienza express editore) è il libro di Andrea Mameli che sarà presentato oggi alle 18 nella Libreria piazza Repubblica (al numero 33). Il volume si divide in tre parti: «Cambiare abitudini», «Alfabeto sostenibile» e «Saperne di più». E termina con un intervento di Gianfranco Zavalloni «Piccolo è bello, ovvero l’attualità delle tecnologie appropriate». In modo discorsivo e ricco di esempi, Mameli (già coautore del volume «Scienziati vi ventura», Cuec, sull’emigrazione dei cervelli dalla Sardegna) prende per mano il lettore in un viaggio verso il futuro. Nel «Decalogo salva Terra (e portafogli)», ad esempio, si suggerisce di non mangiare carne in quanto è l’alimento che risulta più costoso per il nostro pianeta, mentre frutta, verdure e legumi sono più sani e meno cari.


Marrai a Fura (10 marzo 2011)
Il manuale di sopravivenza energetica e il decalogo per il risparmio energetico quotidiano (Marrai a Fura, 10 marzo 2011)


Sardinia Innovation (9 marzo 2011)
Manuale di sopravvivenza energetica: risparmiare e salvare l’ambiente scientificamente
Il giornalista scientifico Andrea Mameli racconta nel suo ultimo libro “Manuale di sopravvivenza energetica” cosa si può fare, nel nostro piccolo, per salvare l’ambiente, come consumare meglio ed essere felici. E’ un ricettario di consigli pratici per tutti quelli che hanno a cuore il bilancio economico ed energetico della propria casa e quello ecologico del proprio pianeta. Un manuale da leggere tutto d’un fiato o da tenere sempre in tasca e spulciare all’occorrenza. Bolletta bioraria, solare termico, pannelli fotovoltaici, lampadine, compostiere, batterie ricaricabili, apparecchi in stand-by, forni solari, elettrici e a microonde. Tutte le nostre piccole azioni quotidiane lasciano un’impronta sull’ambiente. [SEGUE...]


Le Aziende In-Visibili – Il sole 24 ore – nova 100 (5 marzo 2011)
Un libro fatto di alghe. Una proposta di cambiamento. Una storia d’impresa


Le Aziende In-Visibili – Il sole 24 ore – nova 100 (3 marzo 2011)
Un manuale di consigli pratici per salvare l’ambiente (e il portafogli)


Sardinews (2 marzo 2011)
Manuale di sopravvivenza energetica, nuovo libro di Andrea Mameli


Galileo (16 febbraio 2011)
Manuale di sopravvivenza energetica


Le scienze (febbraio 2011)
Le scienze febb 2011



Scienza in montagna. Un blog di Jacopo Pasotti (19 ottobre 2010)
Ancora più scienza in libreria .