Antartide è un libro piccolo, dal formato lungo, che tengo in uno scaffale abbastanza a portata di mano. Mi basta girare un po' la testa e la sua costa blu fa capolino là in fondo.
Antartide è un posto di ghiaccio, almeno nel mio immaginario, e fa specie che a scriverne sia un artista, Christophe Verdier, che crea acquarelli. Qui, più che altro, ha messo su carta dei... ghiacciarelli (passatemi la battuta scontata assai).
Giù in Antartide c’è una base, si chiama Concordia. E, come dice il nome, è un esempio unico di cooperazione scientifica internazionale. Nell’altopiano glaciale collaborano gli italiani del PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide) e i francesi dell’IPEV (Institut Polaire Paul-Emile Victor) con l'obiettivo di definire il miglior quadro possibile delle regioni polari. Obiettivo: consentirne un’osservazione e una comprensione più dettagliate, attirando l’attenzione del mondo intero sulla loro importanza.
Una bella e intelligente particolarità di Concordia è che hanno invitato alla base l’acquarellista francese Christophe Verdier che si è unito alla spedizione scientifica per tutta un’estate.
Gli acquarelli parlano di ghiacci, sole, mare, ma anche di container, navi, mezzi cingolati. Ed è un alternarsi di arancio e rosso, giallo e ocra, azzurro e bianco, bianco, bianco, bianco… Ma l'aspetto più interessante è l’incontro tra arte e scienza, al fine di far dialogare quest’ultima con la società e di accendere l’attenzione del mondo su un progetto scientifico. Della scienza, infatti, non contano solo i risultati ma anche come si colloca nei confronti delle nostre aspettative, dei nostri sogni, del nostro immaginario.
Dei ricercatori che stanno assieme a contatto con la natura in condizioni così differenti da quelle di un laboratorio o di uno studio universitario, non possono non toccare l’attenzione e l’interesse di molti.
La scelta di mischiare la scienza con l’arte e di impastare l’arte di scienza ha l’ambizione di parlare anche a tutte quelle persone che dalla scienza si tengono lontani. E può riuscirci proprio perché arte e scienza, nella base Concordia, si mettono l’una a fianco dell’altra, senza che la prima sia al servizio della seconda, e costruiscono assieme un pezzetto della nostra cultura.
E per di più lo fanno con la leggerezza dell’acquarello. Da vedere.
Info: Christophe Verdier, Antartide. Un’estate al Polo Sud, Edt.
Buona lettura.
(DG)
PS: questo articolo partecipa all'edizione #5 del Carnevale dei libri di scienza ospitato da Pitagora e dintorni.


Carnevale dei libri di scienza