Colin Beavan: un anno a emissioni zero


Basic Energy Colin Beavan a New York è riuscito a vivere un anno riducendo il suo impatto quasi a zero. E per raccontare il suo progetto oltre al blog No Impact Man ha scritto un libro (“Un anno a impatto zero”, CairoEditore, 2010) e mantiene i contatti con migliaia di persone interessate attraverso Facebook. Dopo l’esperienza, che ha comportato molte rinunce e alcune felici scoperte, tante abitudini di vita di Colin (e della sua famiglia: moglie, figlia e cane) sono cambiate. Oggi la nuova proposta di Colin si chiama No Impact Experiment e si rivolge a tutti: sperimenta anche tu la settimana senza impatto!

Questione di tempo (o questione di organizzazione)…


miscellanea Se avessi più tempo, in auto, consumerei meno carburante (e freni).
Se avessi più tempo, in città, andrei a piedi (o in autobus).
Se avessi più tempo, in casa, toglierei gli alimenti da scongelare dal freezer alcune ore prima (e li metterei nel frigorifero).
Ma forse non devo dire se avessi più tempo, quanto se avessi voglia…
O, forse, se mi organizzassi meglio…

Esempi d’impronte


impronta leggera Vediamo qualche esempio di impronta ecologica. Ricordiamo che la definizione di impronta ecologica è la seguente: “L’area complessiva di ecosistemi acquatici e terrestri richiesta per a) produrre le risorse che la popolazione di una comunità consuma, b) smaltire i rifiuti che essa produce”. Questo valore, se confrontiamo l’area con la reale superficie di territorio abitato dagli esseri viventi, costituisce un indicatore di sostenibilità ambientale della comunità in questione. Ma siccome gli umani sono solo una parte degli esseri viventi allora a quel valore va sottratta una porzione pari al 12% del territorio, stimata come destinata agli altri. Vediamo alcuni esempi sui consumi.
I consumi vengono suddivisi in 5 categorie: abitazioni, alimenti, beni di consumo, servizi, trasporti.
Per i sistemi produttivi si analizzano 6 categorie: foreste, oceani e mari, pascoli, edifici e strade, sazi dedicati alla produzione energetica, terreni agricoli.
L’impronta ecologica delle abitazioni deriva dall’occupazione diretta del suolo e dal consumo di energia e materiali necessari per realizzarle e per mantenerle. Una casa di 150 mq crea un’impronta di quasi un ettaro e mezzo. Più numerosi sono gli occupanti minore sarà l’impronta procapite della casa. Il consumo di un chilo di pane comporta un’impronta ecologica di circa 29,7 mq. Un chilo di carne bovina corrisponde a 300 metri quadri. Per i vegetali, data la brevità del ciclo di produzione e consumo, fa registrare un’impronta di circa 7 metri quadrati. Il consumo di un uovo comporta un’impronta di 2,53 metri quadrati. Un bicchiere di latte corrisponde a circa 4 metri quadrati. I beni di consumo (calzature, mobili, vestiti) contribuiscono abbondantemente alla formazione dell’impronta ecologica. Una lavatrice crea un’impronta di circa 2500 metri quadrati e un paio di scarpe di cuoio circa 300. La spesa in servizi può essere molto varia: per 50 euro in servizi telefonici abbiamo un’impronta di circa 200 metri quadrati. Quanto ai trasporti pensiamo a quanto consuma (in impronta ecologica equivalente) una persona per percorrere 10 km: 120 metri quadri se va in bici, 500 se usa l’autobus, 2500 in auto.

Non scivoliamo proprio sul ghiaccio…


Basic Energy Un congelatore da sbrinare. Alcuni litri di ghiaccio da collocare. I fiori in balcone assetati, in pieno agosto.
E se usassimo il ghiaccio per innaffiare le piante? Sarebbe un’ottima idea, a patto di evitare di raffreddare le piante mettendo il ghiaccio a diretto contatto con le foglie, il gambo, le radici.
Innaffiare le piante con il ghiaccio sbrinato è un modo per risparmiare acqua, che si traduce in ultima analisi nel risparmio di energia.

Bibliografia energetica


miscellanea Alcuni libri per approfondire.
ENERGIA
Che cos’è l’energia Franco Selleri (Editori Riuniti, Roma, 1982)
Energia per l’astronave Terra Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani (Zanichelli, Bologna, 2008)
Tecnologie delle energie rinnovabili Daniele Cocco, Chiara Palomba, Pierpaolo Puddu (SG Editoriali, Padova, 2008)
Energia e futuro. Le opportunità del declino Mirco Rossi (Emi, Bologna, 2009)

CONSUMI
Sobrietà. Dallo spreco di pochi ai diritti di tutti Francesco Gesualdi (Feltrinelli, 2010)
La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil Maurizio Pallante (Editori Riuniti, 2005)
Un anno a impatto zero Beavan Colin (Cairo Publishing, 2010)

MANUALI E GUIDE
50 idee per una casa ecologica Berry Sian (Istituto Geografico De Agostini, 2010)
Manuale per sopravvivere alla crisi Stefania Del Principe, Luigi Mondo (Fag, 2010)
Guida alla Sopravvivenza. Imparare a essere autosufficienti Guido Della Casa (Arianna Editrice, 2010)
Manuale di sopravvivenza alla fine del petrolio. Riflessioni, consigli e ricette per fare a meno dell’oro nero Albert K. Bates (Terra Nuova Edizioni, 2008)
Io lo so fare. Dal dentifricio all’energia: piccola guida all’autoproduzione creativa Marinella Correggia (Altraeconomia edizioni, 2010)

Tanti consigli per risparmiare energia


Basic Energy La quantità considerevole di consigli reperibili nel web incoraggia a pensare che si possano reperire tutti i suggerimenti che servono. Ma non per tutti è facile usare i motori di ricerca, per questo riportiamo di seguito una lista di proposte particolarmente interessanti. In alcuni casi si tratta di link diretti o file Pdfscaricabili, contenenti liste di suggerimenti


Video:

  • Puntata di Geo Geo sul risparmio energetico a una presa multipla sono stati collegati un televisore, uno stereo, un decoder, un videoregistratore e un caricabatterie per cellulari, e i loro consumi studiati con un analizzatore di consumi energetici. Quando tutti i dispositivi sono accesi il consumo è di 76 watt l’ora; spegnendoli con il telecomando e lasciandoli quindi in stand-by (led accesi) i dispositivi consumano circa 30 watt l’ora (263 Kwatt in un anno ovvero 47 euro).
  • Energy saving video guides una serie di video di alta qualità: Energy saving lighting, Energy saving heating, Cavity wall insulation, Loft insulation, Renewable energy
  • Quante correnti in casa


    Basic Energy Le nostre case sono piene di apparecchi elettronici. Un flusso quasi ininterrotto di corrente elettrica alimenta radio, tv, computer, senza contare elettrodomestici tradizionali, luci sistemi di raffreddamento. Vediamo qualche numero: il forno elettrico, la lavatrice e la lavastoviglie consumano in media 2 kWh, mentre frigo e congelatore si limitano a 0,25 kWh, ancora meno consumano decoder, tv, impianti stereo: 0,20 kWh. I condizionatori, a seconda del modo d’uso, possono consumare da 2 a 3 kWh. Secondo altri autori la suddivisione dei consumi elettrici nella casa, immaginando una torta tagliata a fette, segue un andamento omogeno (tra il 15 e il 20%) per ciascuna delle seguenti 6 categorie: friggitrice e forno, lavatrice e lavastoviglie, tv e videogiochi, frigorifero e congelatore, computer e stampanti, impianti di illuminaziona. In molte di queste categorie si può influire sui consumi con le modalità di utilizzo: è il caso di frigo e congelatore (mantenendo il termostato a livello medio e evitando di aprire troppo spesso), condizionatori e lavatrice (regolando le temperature di esercizio su valori non troppo lontani dalla temperatura ambiente), mentre per tutti (aggiungendo le luci) conta molto anche la qualità degli apparecchi (la categoria di consumo è sempre più importante).
    Da Energoclub ricaviamo una suddivisione particolareggiata dei consumi elettrici nelle abitazioni:
    scaldabagno 20%
    frigorifero 18%
    illuminazione 15%
    altri utensili 15%
    lavatrice 13%
    televisore 11%
    lavastoviglie 4%
    forno elettrico 4%

    Secondo il Centro Tutela Consumatori e Utenti il adottando alcuni semplici accorgimenti una famiglia tipo, con un consumo annuo di circa 2700 kWh, può risparmiare almeno il 20% di corrente elettrica, pari a circa 100 euro l’anno. Lo strumento di controllo si chiama Indice dei consumi elettrici (ICE) e lo ha ideato dall’organizzazione non governativa che raggruppa le associazioni dei consumatori tedeschi – www.vzbv.d – Verbraucherzentrale-Bundesverband, permette di calcolare consumi e di programmare la loro riduzione su tempi medio-lunghi.

    Anche star pronti fa consumare?


    Basic Energy C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui l’industria assecondava i desideri e le pigrizie degli utenti proponendo sistemi sempre più adatti a una vita piena di comodità. Ecco che nascevano i telecomandi per la tv e con essi le modalità di stand by degli apparecchi elettronici.
    Star pronti, traduzione letterale di stand by è la configurazione degli apparecchi elettronici non in funzione ma neppure del tutto spenti, caratterizzata da una lucetta accesa: un led rosso o verde o blu. Secondo il Centro tutela consumatori utenti (Ctcu) gli apparecchi elettrici lasciati in stand-by costano, per una famiglia di quattro persone, mediamente 98 euro all’anno: per esempio un vecchio impianto stereo in stand-by costa circa 22 euro l’anno (pari a un assorbimento di energia di 15 Watt). Per un vero risparmio è dunque necessario staccare gli apparecchi dalla corrente quando non sono utilizzati. Anche il sito aggiustatutto.it fornisce una tabella con i consumi comparati: Corrente assorbita da apparecchi in stand by
    Che fare? Spegnere gli apparecchi elettronici dopo l’uso!

    Controllo dell’energia: una lunga storia


    Basic Energy La storia della civiltà umana è anche la storia del controllo dell’energia. A partire dall’organizzazione delle abilità e della forza muscolare, utile per esempio nella lavorazione delle pietre, l’Homo Sapiens ha esercitato un controllo sempre più massiccio delle forme di energia che scopriva. Lo immaginiamo impegnato a dominare il fuoco, attraverso il quale acquista sicurezza, tiene lontani gli animali feroci, riesce a variare la propria dieta (giungendo a consumare alimenti che non poteva mangiare crudi), sfruttando l’energia contenuta nel calore. Analogamente l’invenzione degli indumenti fornisce un controllo dell’energia termica fondamentale per la vita in ambienti inospitali. Un ulteriore passo avanti si ha con il controllo di forze, come quella elastica, da cui nasce l’arco. All’arco si associano oggetti nei quali il bilancio energetico si basa sulle forme: è il caso della freccia in cui contano sia l’aerodinamica che la pressione esercitata dalla punta. Circa 8 mila anni fa, con l’introduzione dell’agricoltura, l’Homo Sapiens riesce a sfruttare l’ambiente organizzando qualità e quantità delle piante commestibili e degli animali.
    La lavorazione dei metalli conduce controllo razionale della combustione, mediante il tiraggio forzato, e di permette quindi l’introduzione del bronzo (lega di rame e stagno) da cui derivano le frecce a punta metallica e gli aratri e successivamente del ferro.
    Altri elementi di razionalizzazione e controllo dell’energia sono la ruota (efficace metodo per ridurre le perdite di energia per attrito), il mulino ad acqua a ruota verticale, il mulino a vento, le vele, i remi, il timone e la stessa forma degli scafi.
    Altre forme di controllo dell’energia sono i ponti, gli archi e le volte, la polvere da sparo, l’impiego della forza animale e lo sfruttamento degli schiavi.
    Anche l’introduzione della scrittura può essere considerata una maniera per risparmiare energia, in quanto permette di ottimizzare e di trasferire la comunicazione.

    Ma cos’è l’energia?


    Non esiste nulla di tanto importante per la vita, quanto l’energia, eppure altrettanto difficile da definire spontaneamente. Molte cose vengono inquadrate in una definizione spontanea: è il caso del calore, della forza, della velocità. Per l’energia invece la definizione spontanea semplicemente non esiste. Se cerchiamo una definizione di energia troviamo “attitudine a compiere un lavoro”. Ma cosa significa? L’energia è una proprietà della materia. Una proprietà in grado di riscaldare, spostare, trasformare le cose. Il concetto di energia si è affermato gradualmente tra la fine del 1700 e la metà del 1800, quando sorse la necessità di definire criteri oggettivi per confrontare le prestazioni di macchine e animali. Dopo lunghi e approfonditi confronti tra svariate metodiche si affermò il criterio basato sul lavoro meccanico, espresso come prodotto della forza per lo spostamento: la capacità di sollevare un peso a una certa altezza. In realtà all’origine della parola energia vi è proprio il concetto di capacità di compiere un lavoro: dal latino energīa a sua volta derivato dal greco energheia, parola usata da Aristotele con il significato di azione efficace (en: particella intensiva e ergon: capacità di agire).

    Energia e potenza (video)
    Energia = capacità di eseguire un lavoro
    Potenza = esecuzione di un lavoro
    kWh = esecuzione di un lavoro nel tempo
    J = misura di lavoro
    kW = misura di potenza
    kWh = misura di energia

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    Il tema "The Fundamentals of Graphic Design" è di Arjuna
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